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PARTE POLITICA > Rassegna Stampa Pre-Elezioni 2009 > Febbraio 2009
Basta con le polemiche strumentali, per la sanità di Todi l’Italia dei Valori propone la “Casa della Salute”
Per l’Italia dei Valori, relativamente alla situazione sanitaria di Todi, è l’ora di una analisi obiettiva per una proposta libera da condizionamenti e strumentalizzazioni, una proposta che rappresenti un servizio ed una risposta ai bisogni di salute della popolazione, piuttosto che un uso della stessa per una passerella in piazza non certo utile a migliorarne le condizioni.
Anche l’IDV, in un momento iniziale, ha condiviso alcune delle rivendicazioni prodotte, ma visti i contorni che la vicenda ha assunto, il Circolo IDV di Todi, insieme al Circolo IDV Umbria – Articolo 32, ha preferito affidarsi ad un approfondimento che permetta di assumere una posizione più pertinente al caso.
Un caso che parte da un mancato investimento della ASL n° 2 dell’Umbria sulla Dirigenza Medica apicale, che prodotto su larga scala a livello aziendale, consentirà alla stessa di recuperare risorse da investire sui servizi assistenziali ed in particolare su quelli afferenti alle cure primarie. Ovvio che parte del provvedimento riguarda anche il presidio di Todi. L’IDV non è ancora completamente soddisfatta per le scelte per Todi, ma non certo per questa perché non solo non rappresenta un problema, ma è anche una delle iniziative più intelligenti della sanità Umbra degli ultimi anni: la gente non ha bisogno di “Dirigenti” ma di “Servizi”. È questa la politica che piace all’Italia dei Valori, la politica che vede ormai maturi i tempi per ridurre i costi di Direzione e Gestione, per dare avvio a politiche di vera sostenibilità dei servizi alle prese con due problemi emergenti: l’invecchiamento della popolazione e la cronicità delle patologie che insieme concorrono alla non autosufficienza quale problema sociale e sanitario più grave e gravoso della società moderna.
Non è un caso che su questo tema sono le amministrazioni di centrodestra a contestare la scelta dell’Azienda, a Todi come ad Assisi, amministrazioni che magari non disdegnano politiche sostitutive del servizio pubblico a favore della sanità privata.
Allora il Comune di Todi, invece di coinvolgere ignari cittadini, inizi a rilevare la struttura dell’Ospedale che nel momento del trasferimento a Pantalla potrà essere messo a disposizione per i servizi sanitari ormai molto più utili dello stesso Ospedale. Alla luce dei citati problemi sanitari e demografici, le società scientifiche dimostrano infatti che sono ormai l’1-5 % dei malati che hanno bisogno di una risposta ospedaliera per acuti e che tutto il resto ha invece bisogno di servizi territoriali, diagnostici ed assistenziali. La proposta dell’IDV per Todi si chiama “Casa della Salute”, un progetto che avevamo già presentato in occasione delle recenti elezioni politiche e che ormai non è più procrastinabile, sia nella fase progettuale che operativa. Una casa della salute che possa offrire ai cittadini di Todi la base operativa per una assistenza domiciliare più efficace; una disponibilità di servizi specialistici ambulatoriali che possano dare prestazioni in tempi dignitosi e senza far migrare la popolazione tuderte per l’Umbria; un consultorio che possa preoccuparsi della salute della donna e consentire un monitoraggio del percorso nascita; servizi di diagnostica per immagine ed ematologica moderni; un centro di riabilitazione con palestre attrezzate; un centro logopedico per l’età evolutiva; una base operativa per i servizi della prevenzione; un moderno e funzionale centro di salute; uno spazio per accogliere i Medici di Medicina Generale ed i Pediatri di Libera scelta; un servizio sociale adeguato e possibilmente un centro per la salute mentale quale risposta a problemi che in una società moderna, competitiva ed in una situazione di crisi economica, possono essere di tutti e non più dei malati “di mente”; un centro attrezzato con ambulatori infermieristici; un centro diurno per anziani non autosufficienti e per malati di Alzheimer per consentire alle famiglie di far lavorare le persone adulte di giorno e di far rimanere a casa gli anziani la sera e nei giorni di festa ed infine, ma non per importanza, un ospedale di comunità quale luogo di accoglienza delle persone non autosufficienti ma clinicamente non gravi, che non possono essere lasciate in carico alle famiglie, ma nemmeno occupare in maniera impropria un letto di ospedale.
Servizi questi che a fronte dell’impatto e dell’utilità, si finanziano con la spesa di una piccola parte dell’attuale ospedale.
L’IDV chiede alle forze politiche locali di abbandonare le visioni strumentali e di mettere in campo una strategia per rilevare la struttura dell’attuale ospedale. L’IDV chiede alla Regione dell’Umbria di sostenere il progetto della Casa della Salute, magari prestando attenzione al nostro progetto sul quale torneremo presto con iniziative pubbliche e di partecipazione.
Mauro Giorgi - Presidente Circolo IDV Todi
Aviano Rossi – Presidente Circolo IDV Umbria - Articolo 32 e Fiduciario Provinciale IDV